20.1.06

Lista dei pazzi della città di Reggio Calabria alla fine degli anni Settanta


Uno era un professore tedesco che camminava coi calzoni corti e l'impermeabile. Aveva una retina sui capelli e le giarrettiere che reggevano i calzini, e un ombrello - sempre, estate e inverno - che ogni tanto faceva volteggiare in aria, e i ragazzini lo applaudivano perché era davvero bravo, e lo chiamavano a voce alta: "Caramella, tira l'ombrello, Caramella". Quando morì in casa sua trovarono sacchi pieni di spazzatura e di denaro.

Una era Maria Ciaciola, ed era un Lucifero femmina e in bassa fortuna. Aveva una pelle di scorpione, gli occhi rossi e i capelli di ferro, però sempre sottane a fiori e merletti e anche fiocchi di velluto tarlato. Beveva alcol puro, e qualcuno giurava che avesse la coda, che portava arrotolata alla vita. Ogni tanto, quando vedeva una ragazza carina, l'inseguiva urlando parolacce terribili. Poi passavano gli infermieri degli Ospedali Riuniti che una volta al mese la portavano al ricovero e la lavavano con la pompa.

Uno lo chiamavano Mariella, perché era l'unica parola che diceva. Camminava in fretta, mormorando "mariellamariellamariella" e quando incontrava una ragazza bruna, piccola e coi capelli lunghi si fermava e urlava, con una voce che faceva i buchi: "Mariella!".

Uno era Mimmo Robot, perché era obiettivamente disumano. Grande e grosso, si muoveva a scatti e faceva cose crudeli: spingeva in mare i pescatori che stavano seduti sul molo, al porto, oppure faceva inciampare e cadere quelli che pattinavano. Una volta aiutò uno che stava andando in retromarcia, e gli faceva: "vada, vada", con ampi gesti della sua mano meccanica, finché lo fece precipitare nel burrone.

Uno era inteso "Ipotenusa", perché spiegava teoremi complicatissimi. Stava per strada, in un angolo, con le mani in tasca e i capelli come una fiamma, e aspettava che qualcuno lo guardasse, per fermarlo e cominciare a spiegargli, con la febbre addosso e gli occhi luccicanti, un teorema, che andava disegnando in aria, col dito.

11 commenti:

pbeneforti ha detto...

posting riuscito ;)
devo dire che 'sta lista ricorda parecchio la serie di ritratti che Elias Canetti racconta di aver scritto quando abitava vicino al manicomio di Berlino, il Berghof (se ben ricordo), nei primi anni '30; serie dalla quale è uscito il romanzo "Auto da fé".

manginobrioches ha detto...

ecco, almeno lui aveva la giustificazione di abitare vicino al manicomio... (comunque, pbeneforti, prima lo sospettavo ma ora ne sono certa: tu hai letto tutti i libri del mondo).

pbeneforti ha detto...

:D
tsk, tsk, maffigurati.
fuori dai miei autori cult non so gnente.

velenero ha detto...

Grande!

Caramella e Maria Ciaciola me li ricordo anch'io!

Anonimo ha detto...

Caramella e Maria Ciaciola sono mitici.
Ma di Paoletta la pazza non parliamo? Saliva sugli autobus e faceva da capolinea a capolinea per tutto il giorno sempre parlando con l'autista.
Ipotenusa è ancora vivo (se è quello che penso io).
E' un tipo magro, scuro di carnagione e sempre con la sigaretta in bocca.
Adesso è vecchio, però ogni tanto si vede in giro.
E Mazzola? E' ancora in auge con i suoi discorsi strampalati e divertentissimi.

Anonimo ha detto...

... e ancora oggi tony "cacone" con il suo "bob malle", totò "kaimano" dagli occhi azzurrissimi, sono i più noti,
e "nsalatina"? quel tipo con la lambretta, juventino sfegatato che alla vista di una bella ragazza si lascia andare a commenti/complimenti da scompisciarsi ...

Anonimo ha detto...

ahahahh..ke storto toni cacone
cmq il padre di un mio amico era compagno di scuola media di toni ahha
.."le capelle longhe"^^cmq io sono di pellaro e lo vedo semore a reggio ahah my msn: stefanodisi93@hotmail.it

Anonimo ha detto...

Un post ben riuscito e ben scritto,
Manca il mitico 'Mberto

Anonimo ha detto...

Maria Ciaciola NON ERA UN lUCIFERO puzzava molto pisciava dove veniva.

Anonimo ha detto...

si maria ciaciola la ricordo anch'io.la vedevo tutti i giorni a piazza carmine, seduta sul marciapiede sporchissima con quei vestiti ampi fioriti e puzzolenti con un grandissimo fiocco in testa.

Anonimo ha detto...

Ne mancano tanti... mazzola ad esempo, e Scioperavanti. Poi c era uno garnde e grosso che s aggirava la sera nei pressi di piazza Duomo, era distinto ma molto riservato, qualche volta violento, ma non ricordo il nome